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El bis
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In tempo di Covit e di pandemia, la mia penna è stata più volte sollecitata. Sono quindi più d’una le liriche su questo grosso problema che da tanto tempo (e ancora per quanto?) ci tormenterà e ci terrà in affanno. Ve ne propongo una oggi, leggera, che non metterà ansia.

No l’è finida i dis
su con le réce
l’è ancór entór el bis
no sté a molar adès
che ‘l bis no l’è mai tés.
Adès che mancherìa
demò l’ultim pas
no sté a nar en giro
cossì a botafas
tegnìla su la mascherina
che la coèrza ‘l nas
no sté a nar en vòlta
a far en rafanas.


Se te pénsi de farla franca
tègnite pur fis
el gà avù el tèmp
de méter le radìs
de far anca i pòpi
tant che pita che sclocìs.

Il verme

Non è finita dicono/ su con gli orecchi/ è ancora intorno il verme/ non mollate adesso/ che il verme non è mai sazio./ Adesso che mancherebbe/ soltanto l’ultimo passo/ non andate in giro/ così alla rinfusa/ tenetela su la mascherina/ che copra anche il naso/ non andate in giro/ a fare confusione.// Se pensi di farla franca/ tieniti pur stretto/ perché ha avuto il tempo/ di fare le radici/ di fare anche i bambini/ come gallina che chioccia.

03.01.2021

Morgan: divagazioni su Bach

8 risposte

  1. Pacato icoraggiamento, ma efficacemente espresso e sollecitato dall’ indovinato brano di Bach.
    Speriamo che davvero manchi solo ” l’ultim pas” Bello ascoltarti, Guido perchè hai una voce suadente e morbida.
    “refanas” mi fa ricordare la mamma, che usava spesso questo termine, per indicarci il disordine che lasciavamo intorno.

    1. “Rafanas” ci porta indietro di parecchi anni. Avrai notato che si tratta di una poesia un po’ giocosa dove il gioco è in mano agli “is”, agli “as”, ecc.
      Anch’io, come te, spero che l’ultimo passo non sia più così lontano anche se i vari scienziati che abbiamo occasione di sentire, non sempre sono di questo avviso. Non ci rimane che sperare.
      Grazie Annmaria

  2. Questo Bis che sibila e continua a sibilare con tutte le sue SSSSSS richiama “Ser Bis ” di disney memoria , perfido ingannatore, insieme rievoca rumori insistenti e molesti e forse, in questa clausura coatta, è anche un invito al silenzio.
    Ed è un silenzio benefico, balsamo per l’anima bombardata da notizie date per certe e invece spesso false, o da verità parziali; è balsamo per l’anima provata da ansie e paure. Questo silenzio prolungato senza sbocchi, questa lontananza da tutti e da tutto è un invito insistente alla lettura, allo studio, alla riflessione, alla meditazione ma rischia di erigere e rafforzare barriere, di isolare fisicamente e mentalmente in una dimensione di vita ridotta.
    Io sempre, più orsa, parlo con la mia gatta: lei mi guarda un po’ stupita, ma non sorride. Non risponde.
    Aspetto il vaccino e penso con nostalgia ai miei nipotini che crescono, lontano.
    Ma poi ritrovo le poesie di Guido e la musica, oggi di Bach, e riscopro che ogni giorno ha la sua pena ma anche la sua gioia. Un abbraccio a tutti gli amici. In paziente e sorridente attesa di tempi migliori

    1. Ciao Cara Renata, non saresti potuta mancare a lungo perché tu sai aggiungere, molto efficacemente, poesia a poesia. Il silenzio, dici quello che in alcune mie poesie invoco e in altre vorrei allontanare perché isola, erige barriere. Tu sai riempirlo con la lettura e con i tuoi tanti contatti che danno sapore a giornate altrimenti grigie. I tuoi nipotini mancano anche a me, figurati come ti capisco.
      Grazie, ciao.

  3. Bravo guido
    le tue poesie sempre “scete” arrivano dritte dove devono arrivare, al ❤ o al 🧠.. A seconda delle parole, corte o longhe, poche o tante che le sia.
    Bravo guido. 😘

    1. Con un commento così, cara Monica, metto su un paio di chili, altro che dieta! Ci tengo tanto che le mie parole siano s’cète e che no le scónda gnènt.
      Graditissimo il tuo commento che, ne sono quasi certo, non sarà la rondine che fa primavera.
      Un salutone e un abbraccio a te, a Paolo solo un salutone e penso che sia d’accordo anche lui. Ciao

  4. Ed è proprio così. Un verme subdolo, un nemico invisibile che ti colpisce meno che te l’aspetti. Andiamo avanti con fiducia e speranza con tanto di mascherina, gel igienizzante, distanziamenti e quant’altro sperando sempre in un “decreto ministeriale” che ci liberi da questo verme. Mi sa che la cosa andrà per le lunghe.

    1. Troppi scienziati e troppi pensieri contrastanti fra loro. Nel frattempo, come over 80 con malattie pregresse, mi hanno finalmente fissato le due date per il primo e per il secondo vaccino. A quest’ultimo arriverò fra un mese e mezzo!
      Ma adesso aspettiamo tutti i “miracoli” di Draghi!

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