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Per talian
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Del dialèt el ghe n’à le azze piene
l’è ora adès de scriver per talian
scrivi come te vòi no darte péne
demò no restar con le man en man.

In italiano
Del dialetto ce n’ha le scatole piene
adesso è ora di scrivere in italiano
scrivi come vuoi non darti pena
solo non restare con le mani in mano.

10 risposte

  1. Se uno el me disesa en talian ste robe me spaventerai. Vol dir che a uno ghe dà fastidi che mi parla per dialet. Ma se uno me lo dice in dialetto vuol dire che scherza e che mi lascia il tempo è le modalità per dirlo anche con la mia lingua arcaica e condivisa tra le persone “ della mia tribù “.

    1. Ciao Enrico e grazie della visita.
      Breve la poesia, una quartina a rima alternata e breve il commento. Ci conosciamo quel tanto che mi permette di dirti che non prendo nemmeno in considerazione la prima riga. La seconda parte invece mi rassicura sull’interpretazione che tu hai dato: ci mancherebbe che non potessi esprimerti nella tua lingua arcaica! Io non ne avrei diritto e tu saresti sicuraemnet in grado di rispondermi “per le rime”.
      Ciao e varda che te spèto ancóra.

  2. Star con le man en man mi piace molto di più che detta per talian. Mi piace pensare che valga anche per leggere: lezi quel che te voi, demò non restar con le man in man.
    Bella la quartina a rima alternata: antidoto alla pigrizia da solitudine
    Spero che funzioni anche agli altri
    Ciao a tutti

  3. Ciao Renata,
    mi sembra di capire che, per te, in dialetto o in italiano, l’importante è non restare con le mani in mano; anzi co le man en man.
    E condivido pienamente.

  4. Altro che averne le scatole piene…a me le tue poesie dialettali piacciono molto, ti si confanno. La tua connotazione è “poeta dialettale”. Dunque fai tuo l’invito “no restar con le man en man”. Ma tanto non serve raccomandartelo, perchè in te le parole premono sempre e chiedono di uscire per deliziarci.

    1. Ciao Annamaria, forse l’ho detto male avrei potuto dirlo diversamente ma in soli quattro versi bisognerebbe essere capaci, cosa che a me si vede che non riesce. Intendevo dire che se, non proprio a me o a me solo, non piacesse più scrivere in dialetto, che si scriva in italiano pur di non restare con le mani in mano.

  5. Mai tradire il dialetto e le nostre parlate, Guido. Se ci sono ispirazioni va bene scrivere anche in lingua come fa la maggior parte dei poeti. Lo scrivere “Per Talian” sei meno spontaneo e più ricercato nella scelta dei termini perchè chi ti legge va dalle Alpi al Tacco isole comprese.

    1. Caro Emilio, su questo argomento sfondi una porta aperta. Hai letto cosa dico nella homepage sul dialetto e la lingua? Il cuore parla in dialetto e non ne ho il minimo dubbio. Troppe conferme ho avuto alla mia avanzata età.
      Grazie Emilio, saggio come ti ho conosciuto. E, se ne avrai voglia, torna a trovarmi. Ciao

  6. Ciao Guido e un ciao a tutti gli amici.
    Ce l’ho fatta ad arrivare a curiosare in questo nuovo nostro posto di ritrovo. Chiedo scusa per l’assenza, ma non è un bel momento, in tutti i sensi. Caro Guido concordo con Renata per quel che riguarda il “stare con le mani in mano”. Dialetto o italiano non ha importanza. L’importante è usarle queste mani e non stare mai fermi.
    La poesia è corta, ma rende molto bene l’idea. Un saluto e un abbraccio a tutti.
    Ciao Guido, Ciao Ivonne

    1. Ciao Anna e buon rientro nel gruppo!
      È vero che è importante non restare mai con le mani in mano, in ozio, ma permettimi di dire che per uno che da sempre scrive quasi esclusivamente in dialetto non è la medesima cosa scrivere in dialetto o in italiano. Come dicevo già con Emilio, anche lui accanito scrittore fino non tanto tempo fa, è il dialetto la lingua che viene dal cuore, che esprime gli affetti, i sentimenti. Lo sostenevano molto autorevolmente anche Andrea Camilleri e Tullio de Mauro (vedi la home page). La poesia è volutamente corta ma egualmente piena di sentimento.
      Grazie della visita Anna, ti aspetto ancora.

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