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Amicizia al dì de ancòi
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Parlar de amìzi al dì de ancòi, provéghe voialtri
se se bòni de no contar bosìe.
Momolar en cuciarin de brò e pò dirse tési
segnar con en dé la luna enté na nòt òrba finca
disegnar sgóli de fantasia drìo a le grade de na presón.

L’è gnènt de pu de na baìa l’amicizia, ma per dal bòn,
entél tèmp de la prèssa, de le paùre, de la memoria
massa corta ensìn per ricordarse ‘l sangue che ne liga.
Ognun per so cónt e l’è fadìga pèrder en cólp,
spetar quél che rèsta ‘ndrìo, dir per prim na parola
enté na comèdia che se consuma sènza i atóri
i se renda cónt che ‘l sipari lévà l’è tegnù su provisòri.

Pessegar bisògn a far cariéra, enmuciar pu che se pòl
e se, ‘ntél girar sinèstro de la ròda, en camóz
na vècia àgola o n’oselét i rèsta ciapadi ‘nté l’archét
far finta de gnènt bisògn, seitar la gara,
strucar fòr dó làgreme de compassión
e, girà ‘l cantón, èsser bòni de farse na risada.

Amicizia al giorno d’oggi
Parlare di amici al giorno d’oggi, provateci voi/ se siete capaci di non raccontare bugie./ Masticare un cucchiaino di brodo e poi dirsi sazi/ segnar con un dito la luna in una notte buia cieca/ disegnare voli di fantasia dietro alle sbarre di una prigione.// Non è niente di più di una fandonia davvero l’amicizia/ nel tempo della fretta, delle paure, della memoria/ troppo corta perfino per ricordare il sangue che ci lega./ Ognuno per proprio conto ed è fatica perdere un colpo,/ aspettare quello che rimane indietro, dire per primo una parola/ in una commedia che si consuma senza gli attori/ si rendano conto che il sipario alzato/ e tenuto su provvisorio.// Fare in fretta si deve a far carriera, ammucchiare più che si può/ e se, nel girare pericoloso della ruota, un camoscio/ una vecchia aquila o un uccellino rimangono presi nella tagliola/ bisogna far finta di niente, continuare la gara,/ spremere due lacrime di compassione/ e, girato l’angolo, essere capaci di darsi una risata.

da “2008 al bisèst”, pag.78

12 risposte

  1. Questo è un inno alla solitudine e oggi sono tentata di unirmi al coro. Ma ci sono cose che non so fare : ognun per so cont senza spétar quel che resta ‘ndrìo oppure girà ‘l canton; sono abiti che non possiedo e guardo la prèssa e le paùre senza rancore ma con la nostalgia di una fantastica utopia: l’amicizia.
    Come una volta , nei magici anni di una volta, è ancora bello pensare di… vivere l’utopia. E’ sempre un bel sogno. Lo condivido con.. chi ci sta!

  2. E io lo condivido con te Renata: mi piace quando qualcuno, se soprattutto se a suo tempo le lotte le ha fatte, mi fa cambiare idea.
    Ognuno per proprio conto, te lo dico io che purtroppo me ne intendo, è molto brutto.
    Ma allora l’amicizia è diventata un’utopia? Com’è? non c’è una contraddizione?
    Ciao grazie.

  3. Ciao Guido, devo ammettere che devo ancora abituarmi all’idea di non ricevere le newsletter ed entrare nel sito “in autonomia”. 😉
    Oggi ho letto le ultime poesie che hai pubblicato e vorrei commentare questa in particolare. Le parole, le immagini che sanno suscitare mi piacciono molto, ma spero che questo “inno alla solitudine”, come lo definisce Renata, sia stato dettato da un momento particolare e non sia una costante nella vita. Certo non è facile trovare un amico sincero, che pianga e rida con te, che non voglia spiegarti i misteri della vita, che non ti dia saggi consigli ma ti sostenga nelle tue scelte, che non ti lasci indietro per seguire carriera e impegni, ma io credo fermamente che l’amicizia non sia scomparsa. E non credo nemmeno che sia un’utopia.
    Sperando che tu stia bene, un saluto anche ad Ivonne e…serene e amichevoli giornate a tutti!😊

  4. Cara Daniela, capisco che per voi fosse più semplice e forse più comodo essere informati da una newsletter sulle novità da leggere ma, come in tutte le cose ci si abituerà. Un’occhiata ogni tanto risolverà la cosa.
    Noterai che la poesia fa parte di una raccolta del 2008, alcuni anni fa quindi, e non posso ricordare da dove arrivava l’ispirazione. Ho dato ragione ad alcune osservazioni di Renata e altrettanto faccio ora con te col piacere di accettare osservazioni che mi contraddicono e che in parte condivido.
    Ricordo anche però che c’è un vecchio adagio, la saggezza dei nostri avi, che recita “chi trova un amico trova un tesoro”, un altro che vuole che l’amico si riconosca nel dolore e nel bisogno. E poi, come dicevo, ci sono amicizie “strette” e amicizie “larghe”; amici ai quali ci si può rivolgere in qualsiasi momento per condividere gioie, consigli e preoccupazioni, altri coi quali è sufficiente vedersi o sentirsi una volta all’anno.
    È sicuramente un argomento delicato che andrebbe trattato con più tempo e mente lucida. Anch’io sono convinto, come te, che l’amicizia non sia scomparsa e che, soprattutto in questo lungo periodo di isolamento, potersi confidare con un amico sarebbe una ricchezza di cui non tutti possono disporre. Quindi più che di utopia io parlerei di desiderio, di necessità che non sempre viene soddisfatta.
    Grazie quindi Daniela, non solo per il tuo prezioso commento ma anche per avermi aiutato a riflettere. Ricambio un caro saluto a te e a Roberto con la speranza (utopia?) che ci si possa presto ritrovare.

  5. ” Gnent de pu de na baia l’amicizia”? Aiuto, speriamo di no. E io, fortunata, non ho fatto questa esperienza. Non mi riesce difficile guardare con attesa benevola tutte le persone che mi circondano accogliendo con gioia un loro sorriso. Mi viene naturale, ma non è un merito, provare struggimento e compassione per questo povero mondo così avvolto da dolori e preoccupazioni. Secondo me, offrire amicizia, da’ più gioia che riceverne. Comunque Guido, un plauso e un grazie perchè è sempre bello leggerti : sai esprimere così efficacemente il tuo sentire.!

    1. Chi ti conosce Annamaria, non può che essere d’accordo con quanto dici; le prime persone che ti circondano sono quattro magnifiche figliole ognuna coi propri pupi. E poi il cerchio si allarga e certamente non hai da annoiarti, piuttosto può diventar difficile per te non trascurare nessuno. Sei fortunata! E sono anora d’accordo quando dici che si è più contenti quando si è in grado di dare piuttosto che di ricevere.
      Grazie per la tua visita e grazie per quanto dici in conclusione. Ciao

  6. Ho letto i tuoi brevi pensieri che ti svelano alquanto diverso dalla tua linea di scrittura
    Molto di moda oggi la concisione a cui ci hanno abituato i social
    Sull’ amicizia posso dire che già di per sé taluni comportamenti non hanno niente a che fare con l’amicizia
    Sono molto più simili a un tradimento
    Però io voglio continuare a credere che vi sia ancora posto per l’amicizia vera in questo mondo
    Ma soprattutto in noi, nella nostra anima e nella nostra vita

    1. Cara Carla, sono contento di averti nuovamente ospite qui nella nostra nuova casetta e di leggere i tuoi sempre frizzanti commenti. I miei tre brevi pensieri, mi piace come li chiami, noterai che sono tre quartine, quindi versi endecasillabi e rima alternata. Quel giorno mi sono divertito a scriverne alcuni e poi ne ho scelto tre da condividere con voi. L’ho fatto per tenermi un po’ in allenamento con la metrica perché presto si fa a perderla mentre ritrovarla non è poi sempre così facile.
      Su tutti tre ci sarebbe da dire e da criticare ma, sarà una combinazione, con i pensieri che mi frullavano quando scrivevo dell’amicizia e con quelli che mi frullano anche ora, mi trovo d’accordo con te : quella che si pensava fosse un’amicizia, spesso si tramuta in tradimento e cercarne il motivo è spesso un esercizio inutile. Ma anch’io come te voglio ancora credere nell’amicizia anche se, ma questo è più il caso mio, col trascorrere delle stagioni, nonostante tutto è difficile farsi amici nuovi. Ma io cerco di tenere cari gli amici che vengono a trovarmi qui sul blog che considero e sono per me “veri” amici.
      Grazie Carla e torna.

  7. Sono d’accordo con le tue amare considerazioni sull’amicizia, Guido. Molto vere e sentite. Da tempo molti hanno sacrificato questo sentimento affannandosi in tante cose ritenute importanti a scapito di un vivere più umano, fraterno, direi. Il prossimo, la natura? E chi se ne frega. Forse questa pandemia ha calmato i “bollori” dell’egoismo, del sopruso, del guadagno, della carriera, costi quel che costi. Ho speranza di tempi migliori.

    1. Qualcuno Emilio mi ha fatto notare che ho esagerato e può darsi che sia vero. Tu sai come me che la penna non scrive da sola ma scrive ciò che il cuore le suggerisce in quel momento. Un giorno e un momento diverso da tutti gli altri. E comunque credo che ci troviamo d’accordo a ritenere che il Covid certamente non ha aiutato l’amicizia. Purtroppo a rimetterci, in tutti i sensi, sono sempre quelli che avrebbero più bisogno. Gli altri? I gira ‘l cantón e i se fa na risada.

  8. Scusate: non voglio essere saccente e pedante, ma il dizionario dice:
    Utopia
    quanto costituisce l’oggetto di un’aspirazione ideale non suscettibile di realizzazione pratica.
    “è un’utopia la perfetta uguaglianza fra gli uomini”

    Particolarmente
    ideale etico-politico destinato a non realizzarsi sul piano istituzionale, ma avente ugualmente funzione stimolante nei riguardi dell’azione…..
    Per questo mi piace l’espressione “vivere l’utopia”

    Cos’è l’Amicizia?!

    1. Pervicace Renata: ci sei voluta tornare sopra, non avevi avuto soddisfazione. Da me credo. E hai fatto bene.
      Io mi fido di quanto hai letto tu sul dizionario. L’utopia come aspirazione ideale non suscettibile di realizzazione pratica. Più chiaro di così! Come l’eguaglianza fra gli uomini. Come dire che conviveranno ricchi e poveri, intelligenti e ignoranti, educati e maleducati, ecc. Il secondo capoverso non mi aiuta a capire meglio e quindi lo lascio dove si trova.
      Alla tua domanda finale quindi non posso rispondere altro che l’amicizia è un’utopia perché nemmeno nella migliore amicizia si realizza una “perfetta eguaglianza”. O no?

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