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Pòr Adamo
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Prima l’òm quote rosa no ghe n’è
dré le dòne sènza far confusión
l’è stà el Sioredìo ‘l nos parón
a ‘nviar sto tananài sol perché

a l’Adamo tut sól sul canapè
bisognéva ‘nfiorarghe la creazión.
Cossì è scominzià quél rebaltón:
la ghe fa le moìne e con en pè

entant che ‘l sól scancelà da la nòt,
la luna che la dorme e con en bis
sbrissà da ‘n zesonàt a zinzegar

la ghe pòsta na scaléta al pomar.
Pòr Adamo pòr òm che no ‘l capìs
cascà dént a l’embròi tant che ‘n pitòt.

Povero Adamo
Prima l’uomo quote rosa non ce ne sono/ dietro le donne senza fare confusione/ è stato il Signore Dio il nostro padrone/ ad avviare questa confusione solo perché// all’Adamo tutto solo sul canapè/ bisognava abbellire la creazione./ Così è cominciato quel ribaltone:/ gli fa le moine e con un piede// mentre il sole cancellato dalla notte,/ la luna che dorme e con un serpente/ scivolato da un cespuglietto a provocare// gli appoggia una scaletta al melo./ Povero Adamo, povero uomo che non capisce/ caduto dentro all’intrigo come un pulcino.

“Per le rime”, pag.106 Musica: John Lennon: image

4 risposte

  1. Beh, ho abbastanza sorriso ascoltando e leggendo questa tua poesia. Ne ho apprezzato sia la sonorità che il contenuto un po’ …birichino. Intravedo una stima, un’ ammirazione, anzi quasi invidia per la donna, che mi inorgogliscono. Con le sue moine, le sue strategie lei tiene testa al por Adamo. Ma sai che noia senza il suo ” tananai”. Il Soredio ha proprio pensato bene ogni cosa. Ciao Guido, grazie .

    1. Ciao Annamaria, direi che un risultato almeno questo mio sonetto l’ha raggiunto: ti ha fatto sorridere e, di questi tempi, non mi sembra poco. Mi piace che definisca il contenuto “un po’ birichino”. Ai tuoi sentimenti di ammirazione e invidia, non ti è venuto però in mente di definire Eva una birbante un po’ imbrogliona. Si sa che l’uomo è spesso poco attrezzato nei confronti della donna e lo sapeva molto bene anche lei, a quanto pare. Così almeno la vedo io… Ma forse alla fine hai ragione tu ad osservare che noia sarebbe stata una vita piatta senza alcuna sorpresa.
      Grazie ciao e alla prossima.

      NB: oggi il blog compie gloriosamente il primo mese di vita! Gloriosamente grazie a voi e ad Adriano

  2. Anche a me, da donna che sono, ha fatto sorridere questa poesia… Pensando al povero Adamo che non capisce, sopraffatto dalla moine e pronto a arrampicarsi sulla scaletta del melo “zinzigato” da Eva!

    Ritrovo poi il termine “tananai”, che mia nonna Lucia, in Valcamonica, usava con un altro significato.
    I “tananai” erano quegli oggetti inutili e di poco valore che si accumulavano in casa, prendendo polvere, e che non si aveva mai cuore di gettare.
    E quando era in disappunto col nonno Giovanni, brontolando come una caffettiera, lo etichettava proprio così : “Aahhh! El bubá! che tananai d’en tananai!”

    1. Ciao Laura buongiorno!
      Mi fa piacere che abbia fatto sorridere anche te il povero Adamo: aiutiamoci a sorridere fintanto che si può. Birbante però Eva, riconoscilo anche tu, oh donna!
      Interessante questo “tananai” che, sia pure con significato diverso ma in un’accezione molto simile, supera il confine geografico di due province: forza dei dialetti!
      Grazie Laura e alla prossima.

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