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Ridi!
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Rìdeghe al sól slusènt
che ‘l se spègia ‘n la néf.
Rìdeghe a sta còsta de luna
che ‘nté ‘n ziél vestì a fèsta
la ne saluda ennanz a méter l‘àbit négro.
Rìdeghe a la putèla
che la te tègn d’òcio
che no te slìpeghi fòr da le sine.

Rìdeghe a sta vita sterlùch
che la fa de tut
per dirne che sén chì de ‘mprést.
Ridi e próva
a slongar via i cantóni de na bóca,
sémpre voltadi ‘n zó,
a farghe le gatìzzole a le réce.
Rìdeghe anca a quél pòr òm
che ‘l te varda dal spègio
e pò …
pò lassa che i diga.

Sorridi!
Sorridi al sole splendente/ che si specchia nella neve./ Sorridi a questo spicchio di luna/ che in un cielo vestito a festa/ ci saluta prima di indossare l’abito nero./ Sorridi alla ragazza/ che ti tiene d’occhio/ che non scivoli fuori dalle rotaie.// Sorridi a questa vita sciocco/ che fa di tutto/ per dirci che siamo qui in prestito./ Ridi e prova/ ad allungare gli angoli della bocca,/ sempre voltati in giù/ a fare il solletico agli orecchi./ Sorridi anche a quel pover’uomo/ che ti guarda dallo specchio/ e poi …/ poi lascia che dicano.
09.01.2021

J. S. Bach: Adagio

15 risposte

  1. Oggi non è giornata per una pizza all’aperto ma sono felice che tu l’abbia potuto fare; spero che piano piano (sembra proprio piano) le temperature salgano ancora, magari non troppo, ma tanto da star bene all’esterno. Da tempo un mio amico ed io ci promettiamo una bella pizza in compagnia, alla sera, ma non con la giacca pesante! Prima o poi…
    La tua poesia è bellissima e non o proprio niente da ridire sul “malinconico e pessimista”; è proprio così che mi piace: o si sorride o si piange; niente mezze misure. Oggi poi il tempo non aiuta il morale….
    Un caro saluto.

    1. Dicono Saverio che fra un paio di settimane ci lamenteremo per il troppo caldo, e non sarebbe una novità: la storia si ripete anno dopo anno. E comunque due passi nel bosco, nella vostra pineta, li abbiamo fatti anche oggi con l’ombrello e in una bellissima atmosfera.
      Grazie per le belle espressioni che riservi a questi miei versi: se capisco bene, ai tuoi occhi sono un po’ radicale: bianco o nero e questa volta non è nero.
      Grazie ancora Saverio e credo di poter azzardare che non passerà molto tempo prima che ci possiamo rincontrare.
      Un salutone.

  2. Anch’io stamattina ho camminato a lungo, lungo il fiume, e l’acqua scrosciava dal cielo e il fiume scrosciava tra i sassi. Ed era bello ridere della giornata che prometteva vento e tempesta e non riusciva a fermarmi. Adesso c’è un po’ di sole caldo e leggero e sono fiera di aver camminato sotto un cielo di piombo. Ecco: Rideghe a sta vita… è proprio un bell’invito a camminare anche arrancando!
    Bella bella la tua poesia. Anche a me come a Saverio non piacciono le mezze misure, quindi è meglio slongar via i cantoni de na boca e ridere anche di se stessi.
    Saluti sorridenti a tutti

    1. Ma che bello Renata questo tuo commento, grazie: non potrebbe mancare. Camminare anche arrancando può essere, come di tu, di grande soddisfazione, peccato che non sempre ci si riesca. Non avevo il minimo dubbio che tu fossi andata a fare il tuo giro lungo il Talvera e camminare sotto la pioggia, ma qui era una pioggerellina leggera, è davvero bello e porta a riconciliarsi con se sessi.
      Anche ridere non è sempre facile, soprattutto ridere di se stessi e quando ci si riesce a me pare una piccola conquista.
      Grazie ancora Renata.

  3. Ma che bella poesia, Guido! Indossa un abito festivo e dunque oggi l’ho ascoltata e letta con particolare piacere. Il tuo invito, incoraggiamento a ridere, sorridere, lo accolgo convinta. Ed ho pensato che potresti proprio essere tu il “signore maturo con un orecchio acerbo” raccontato da Rodari. E allora, per te e per tutti gli amici, trascrivo questa simpatica poesia.
    Un giorno sul diretto Capranica-Viterbo
    vidi salire un uomo con un orecchio acerbo.
    Non era tanto giovane, anzi era maturato
    tutto, tranne l’orecchio che acerbo era restato.
    cambiai subito posto per essergli vicino
    e potermi studiare il fenomeno per benino.
    Signore, gli dissi dunque, lei ha una certa età
    di quell’orecchio verde che cosa se ne fa?
    Rispose gentilmente “Dica pure che son vecchio,
    di giovane mi è rimasto soltanto quest’ orecchio.
    E’ un orecchio bambino, mi serve per capire
    le voci che i grandi non stanno mai a sentire:
    ascolto quello che dicono gli alberi, gli uccelli,
    le nuvole che passano, i sassi, i ruscelli,
    capisco anche i bambini quando dicono cose
    che a un orecchio maturo sembrano misteriose…
    Così disse il signore con un orecchio acerbo
    quel giorno sul diretto Capranica- Viterbo.
    Ho pensato a te, ascoltatore e osservatore attento e sensibile. Ma a te, di giovane non è rimasto solo l’orecchio, molto di più, indomito camminatore, attento osservatore delle vicende del mondo, affettuoso partecipe della vita di chi ti è caro. Evviva Guido. Grazie ! Un caro saluto a te, a Ivonne e a tutti gli amici del sito.

    1. Ciao Annamaria, con l’abito festivo che tu mi vedi indossato, ho letto davvero con piacere le tue considerazioni e ho ammirato la bravura di Gianni Rodari nel suo verseggiare. Per te immagino siano ricordi di tempi passati quando ti rivolgevi ai tuoi scolari. Bello l’insegnamento e la morale che c’è sotto. Vorrei poter dire che mi è rimasto un animo bambino anche se, in realtà, purtroppo non è proprio così. “tra il dire e il fare” spesso il mare che si frappone è molto grande.
      Mi fanno piacere i complimenti che mi fai anche se quell’indomito camminatore era purtroppo una virtù di grandi soddisfazioni ma anche di anni passati troppo velocemente.
      Grazie ancora Annamaria e a presto.

  4. Caro Guido, proprio bella la tua poesia, mi ha fatto subito venire in mente una preghiera di Tommaso Mor, uomo di Stasto inglese sotto Enrico VIII che lo ha fatto fuori perché gli dava fastidio!!!! Ma grazie a Di tu non dai fastidio a nessuno, anzi ci rallegri con le tue poesie anche quando esprimi i tuoi crucci. Ecco una parte della preghiera: “Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri, i lamenti, e non permettere che mi crucci
    eccessivamente per quella cosa troppo ingombrante che si chiama “io”. Dammi, Signore, il senso del buon umore.
    Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo per scoprire nella vita un po’ di gioia e farne parte anche agli altri.”
    Hai dipinto con poche pennellate ‘el sól slusènt, el ziél vestì a fèsta, la putèla che la te tègn d’òcio, quél pòr òm
    che ‘l te varda dal spègio’, e ci hai servito su un piatto d’argento una fetta di vita comune illuminata dalla speranza.
    Anche in milanese c’è una canzone che in izia con ‘lassa pour ch’el mund el disa….”
    Grazie di cuore, e mantieni sempre il bel viso sorridente che mostri nella tua foto all’inizio del blog, noi ti aiutiamo a non cambiarlo.
    Un abbraccio affettuoso a te e Ivonne.

    1. Bellissimo il tuo commento, Maddalena: grazie. Quel bel viso sorridente che mostro nella homepage, è di una foto scattata al compimento dell’80esimo compleanno e a volte mi pare impossibile che in così poco tempo, si possa cambiare tanto!
      Sì, grazie a Dio e alla scienza (questa arriva da Renata ma nel caso specifico forse non c’entra molto) spero anch’io di non dar fastidio a nessuno e ciononostante, in certi incontri per strada, non ci si saluta nemmeno fra vicini. E io ripeto “lascia pur che ‘l mondo ‘l diga (ma nemmeno Milano c’entra in questo caso). Della tua preghiera, mi piace molto l’invocazione “dammi il senso del buon umore”, cosa non sempre così facile.
      Grazie di cuore Maddalena con un affettuoso abbraccio ricambiato, anche da patte di Ivonne.
      Hai usato, Maddalena, delle belle espressioni nei confronti dei miei versi, anche se una fetta di vita illuminata dalla speranza non è per me una questione di ordinaria amministrazione. Ma, come concludi, conto sul tuo e sull’aiuto degli amici.

  5. Caro Guido, non volevo certo dire che sei , ai miei occhi, radicale; era riferito a me, al mio gusto che preferisce gli estremi alle sfumature di grigio e per questo apprezzo le tue poesie. Saluti.

    1. Caro Saverio, ma era esattamente quello che avevo capito io e di cui andavo orgoglioso: in termine “radicale” in questo caso mi andava benissimo anche se a volte, può assumere connotazioni negative. Ciao.

  6. Ciao Guido, davvero bella e piacevole anche questa poesia. Belli questi inviti a ridere e a sorridere agli elementi della natura, alle altre persone e saper ridere anche di sè stessi! (sterlùch = altra parola che ho imparato e che non conoscevo, grazie.) Proprio ieri mi ha fermata per strada un signore che conosceva il mio papà e che mi ha ringraziata perchè quando lo incontro lo saluto con un sorriso; dice che per lui è una cosa rara e preziosa. Sono rimasta molto stupita ed ho pensato che a volte basta così poco per far sentire una persona parte di una comunità.
    Riporto anch’io, come chi mi ha preceduto, uno stralcio di una poesia di F. Arminio:
    “Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione. Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione a un semplice lampione, a un muro scrostato.”
    Sicuramente tu, con la tua sensibilità e le tue parole attente e accurate, fai parte delle persone di cui il mondo ha bisogno.
    Un caro saluto a te e a tutto il gruppo

    1. Ciao Daniela, penso di essere molto fortunato ad avere amici come quelli che ho che, con i loro commenti, mi fanno felice. Come quelli precedenti, molto bello anche questo tuo così pieno di sentimento. L’invito a sorridere, ma tu l’avrai sicuramente capito, era rivolto più a me stesso che normalmente sono troppo “serioso” e quasi incapace di sorridere. Bello l’incontro con l’amico di tuo nonno e bello pensare, come dici tu, che spesso basti davvero poco per far contenta una persona.
      Belli questi alcuni versi che ci proponi, sapessi come li condivido! Basta accumulare, basta accumulare sul mucchio mentre altri muoiono sotto i bombardamenti, per la fame o per una cabina che crolla. Dovremmo ricordarci più speso di essere fortunati.
      Grazie Daniela con un saluto affettuoso ricambiato a te e a Roberto.

  7. Ciao Guido e ciao a tutti gli amici. Dopo aver fatto due passi stamattina, oggi a casa a guardare la pioggia (manchi mai!!!). Speriamo nel caldo che ci asciughi un po’, animo compreso. La tua poesia è molto significativa. Sorridere sempre a tutto quel che ci circonda, alla vita. A volte è difficile sorridere, bisogna fare buon viso a cattiva sorte e cercare di sorridere, nonostante tutto. Deve sempre emergere la nostra positività. Il mio umore è un po’ come il tempo: variabile, ma sorrido. Un saluto e un abbraccio, a te Guido e a Ivonne

    1. Ciao Anna, mi fa piacere ritrovarti dopo un po’ e mi fa piacere quanto dici: certo che sorridere sempre in ogni occasione è estremamente difficile e spesso non rimane che fare buon viso a cattiva sorte. Fare emergere la nostra positività: mi sembra un gran bel proposito da provare a realizzare. Anche il mio umore, Anna è variabile ma speriamo che andando verso la bella stagione, il tempo ci aiuti, ci dia una mano.
      Grazie Anna, ricambio il saluto e l’abbraccio, anche da parte di Ivonne.

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